Theatrum Instrumentorum

Theatrum Instrumentorum

Il teatro degli strumenti al tempo di Bach

 

In tutta Europa nel  XVIII sec. l’Opera fu di gran lunga  l’intrattenimento più popolare e di successo.  Teatri pubblici e privati attrassero il lavoro dei migliori cantanti e scenografi. Il successo di un Opera garantiva al compositore fama ed una posizione di  eccellenza nei circoli musicali. Fu questo  il caso di Haendel a Londra, Scarlatti a Napoli e Madrid e di Hasse in Germania: tutti  costoro  godettero di gran fama presso il pubblico e  le loro musiche pubblicate divennero molto popolari. Le Arie più  amate dalle Opere più famose furono spesso disponibili in ogni tipo di edizione e trascrizione, per professionisti  ed amatori,  in modo da poter raggiungere il numero più elevato possibile di compratori. La Musica strumentale per i  più diversi organici, fu altresì largamente richiesta   come sonate solistiche o  per ensemble più grandi  fino a quelli per concerti grossi.

Il genere della Trio sonata è se si vuole quello che più rassomiglia ad una produzione teatrale: come in un palcoscenico, due strumenti -come due attori-  sono in costante dialogo l’un con l’altro e l’interazione musicale fra essi porta  la mente ad un’intensità  emozionale  di un racconto senza parole. Il “ continuo” del cembalo e degli altri strumenti che lo realizzano,  partecipa alla scena talvolta come un commento dinamico  tal’altra  è coinvolto  più intensamente nel contrappunto e nella narrazione stessa.  Fin dalla nascita di questo  “genere rappresentativo”    i compositori   cercano di evocare con la loro musica strumentale le emozioni e  le passioni umane. La maggior parte delle fonti  riferite alla Musica strumentale già  dalla fine del XVI sec. mettono a paragone il compito del musicista con quello dell’oratore: per entrambi l’obiettivo finale è di commuovere e toccare l’animo dell’ascoltatore.

La musica d’insieme diventa quindi il  “Teatro degli strumenti “: in ogni movimento di una  sonata  solistica  vengono rappresentate  situazioni, emozioni e storie diverse.

 

PROGRAMMA

Georg Friedrich Händel (1685-1759)

“Arrival of the Queen of Sheeba” dal Solomon, HWV 67

G.F. Handel

Aria “Cara speme” dal Giulio Cesare, HWV 17

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)

Sonata per clavicembalo

Christoph Schaffrath (1709 – 1763)

Duetto in si b maggiore per oboe e clavicembalo

G.F. Handel

Cantata “Languia di bocca lusinghiera” HWV 123

D. Scarlatti (1685 – 1757)

Sonata per clavicembalo

G.F. Handel

“Lo faró” da Rodelinda, HWV 19

Johann Adolf Hasse (1699 – 1783)

Sonata in fa maggiore per oboe, violino e basso continuo

 

Ensemble L’Arco Sonoro

Victoria Cassano, mezzosoprano

Federico Forla, oboe barocco

Francesco Bergamini, violino barocco

Edoardo Valorz, clavicembalo

 

 

Concerto d’Autunno – Yon

SABATO 1 OTTOBRE ORE 21.15  – SANTUARIO DI S. PANCRAZIO

Pietro Alessandro Yon

 

Come di consueto, il primo appuntamento dell’autunno di Suoni d’Organo sarà un concerto monografico che quest’anno sarà interamente dedicato al compositore piemontese Pietro Alessandro Yon.  Ospite speciale di questo concerto sarà il pianista torinese Massimiliano Genot, docente del Conservatorio G. Verdi di Torino e direttore dell’Associazione per la Riscoperta del Patrimonio Musicale Piemontese, che eseguirà sul prezioso pianoforte Steingraeber 232 il Concerto Gregoriano per pianoforte e organo insieme al M° Bruno Bergamini. L’altra parte integrante del concerto d’autunno, come sempre, è il Coro del Santuario di S. Pancrazio che eseguirà la “Missa Regina Pacis” del compositore piemontese accompagnato all’organo dal M° Aldo Bergamini.